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Wednesday, July 21, 2010
La vecchia radio ha conquistato il popolo della Rete
da lastampa.it
La seconda vita della radio passa per il web: mentre le frequenze Am si
spopolano e quelle Fm sono sempre più affollate, nella Rete il numero
delle stazioni radio cresce costantemente. Sono emittenti tradizionali
che provano a raggiungere nuove fasce di utenti, oppure realtà esplose
con la diffusione della banda larga, necessaria per poter ascoltare
musica con una buona qualità audio. La novità, però, è che ora le web
radio diventano mobili. Sui cellulari più evoluti, infatti, si
moltiplicano i software che consentono di ricevere le trasmissioni via
internet così non c’è più bisogno di essere di fronte a un pc per
ascoltare la top ten giapponese o le ultime novità underground di New
York.
Basta scegliere un genere e via: la musica scorre come se fosse sul
telefonino (una volta avremmo detto: sull’iPod), ma è registrata in un
hard disk a migliaia di chilometri di distanza. È il cloud computing, la
nuvola digitale cui ci si connette da ogni parte del mondo. Il sistema
sceglie poi i brani sulla base di algoritmi che analizzano le scelte
degli altri utenti, consigliando canzoni nuove o artisti mai ascoltati
prima. Ci sono i programmi che alla radio aggiungono la sveglia, per
iniziare la giornata con l’emittente preferita. Esistono le applicazioni
per ricevere migliaia di canali e quelle dedicate alle singole stazioni
(Radio Deejay, Radio Montecarlo e moltissime altre). Poi ci sono quelle
interattive: dal telefonino si inviano messaggi in diretta ai
conduttori, e altre che permettono di pubblicare su Twitter o Facebook
il titolo del brano che si sta ascoltando. Proprio come sul computer.
E in realtà telefonini come iPhone, Blackberry, i modelli Android,
Symbian e Windows Mobile sono veri computer: lo streaming di musica non è
certo un compito difficile per i moderni processori, ma semmai per le
reti mobili. Che sono sempre più sature di dati: quelli dei telefonini
multimediali e dei tanti computer portatili e fissi che si connettono al
web tramite modem e chiavette 3G. Il rischio del collasso è concreto,
tuttavia l’utente medio teme più la possibilità di superare il tetto
imposto dal contratto: oltre un certo limite mensile, che varia da
operatore a operatore, i costi infatti s’impennano paurosamente.
Eppure le case discografiche spingono per le radio sui telefonini, dove
non esiste quasi la pirateria ed è più facile sperimentare modelli di
business remunerativi. Non più solo il negozio virtuale che vende file
audio come iTunes Store di Apple (il più grande, con oltre dieci
miliardi di canzoni vendute dal 2003), Amazon, e da noi Dada e Ibs.
Aumentano le offerte di abbonamenti tutto compreso, mentre con Pandora,
Last.fm, Spotify e altri servizi, bisogna solo pagare un canone mensile o
sorbirsi una breve pubblicità, poi è possibile scegliere tra cataloghi
vastissimi, da ascoltare a casa o in movimento. Ma attenzione: per
questioni di copyright e di accordi con le etichette questi servizi sono
disponibili solo in alcuni Paesi (e in Italia c’è pochissimo).
Per i contenuti digitali si prospetta un’era nuova ma non meno
inquietante. Con il cloud computing e le web radio a pagamento, il
possesso diventa sempre più limitato e temporaneo: sono i distributori a
decidere cosa gli utenti possono fare con la loro musica acquistata
legalmente.
Chi vuol essere libero ha un’altra opzione: i telefonini da pochi euro,
infatti, incorporano spesso un sintonizzatore Fm incorporato. Proprio
come la vecchia radio, che non consuma dati, non si connette a internet,
funziona sempre. E non costa niente.
(bruno ruffilli)
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Tuesday, July 20, 2010
Il successo della radio? Solo perché è morta

da lastampa.it
Ancora una volta si torna a parlare della vecchia signora radio. Come
sempre per complimentarsi della sua longevità.
In realtà la modernità della radio non è l’ultimo marchingegno che abbia
integrata la funzione di poter ascoltare qualcosa che tiene in memoria,
o capta nell'etere, o travasa da un server messo chissà dove. La radio
ha compiuto un passaggio fatale che ancora le attribuisce un primato
assoluto tra gli altri media: la radio è morta. Per la radio morire ha
significato liberarsi della pesantezza di un hadware che la definisse.
La radio oggi è «indescrivibile» in un oggetto che la rappresenti. La
radio è infatti morta per risorgere ovunque ci sia per lei possibilità
di essere ascoltata. Il disfarsi della crisalide che storicamente
conteneva la sua essenza, ha permesso alla radio di non essere più
legata alla triste sorte di sembrare d'antàn, come accade ancora per un
vecchio televisore, un vecchio telefono cellulare, un vecchio computer.
E anche vero che nell' uso comune si usi definire evoluzione della radio
anche ogni semplice emissione sonora, articolata attraverso una
sequenza di brani musicali. In realtà sarebbe più giusto chiamare questa
modalità di ascolto una contemporanea filiazione del juke box, o dei
tanti riproduttori individuali di musica: dal mangiadischi al walkman,
se vogliamo fare un po' di archeologia.
Un canale che trasmetta play list, magari su profilature fatte da
analisi di mercato, non può essere definito una radio. Il principio che
distingue il far radio da quello di cui stiamo parlando è che la radio
si costruisce attorno ad esseri umani che si mettono in gioco con voce e
pensiero all' interno di quell' immaginaria scatola parlante.
E' per questa singolare intimità data dall'assenza di condizionamenti
esteriori che la radio fu il primo medium ad aprirsi alle voci della
comunità degli ascoltatori, forse non è nemmeno azzardato immaginare che
il meccanismo coinvolgente del social networking abbia avuto nella
radio la sua più illustre antesignana.
(gianluca nicoletti)
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Monday, July 12, 2010
ISORADIO PRESENTA 'LA NOTTE DEGLI INDIPENDENTI'
(ITALPRESS) - Rai Isoradio, il canale di Radio Rai di servizio privo di pubblicita’, diventa dal 16 luglio, grazie al nuovo programma “La notte degli indipendenti”, anche la casa dei tanti artisti, festival, promoter, club, circoli, videomaker, editori alternativi, web radio e netlabel che non hanno voce sulla scena dei grandi network nazionali. Il programma, a cadenza settimanale in collaborazione con MEI, andra’ in onda il venerdi’ fra le 00.30 e le 5.30 del mattino del sabato, la notte di maggiore mobilita’ del mondo giovanile. In tutto 40 puntate nell’arco di 11 mesi con esclusione delle festivita’. La conduzione e’ affidata a Gennaro Iannuccilli. Cinque ore notturne destinate a diventare un evento per quel popolo di giovani che non si riconoscono nella musica commerciale e che animano i tanti percorsi e circuiti della produzione musicale “altra”. La trasmissione si presenta come un grande evento musicale nel corso del quale sara’ possibile ascoltare i “Top 100″, ovvero i cento migliori brani segnalati, individuati e selezionati tra le produzioni indipendenti attraverso il circuito dei nuovi media, delle autoproduzioni, dei concerti nei circoli e nei club, dei festival, delle web tv e radio, le tante rassegne e concorsi.
Non solo musica pero’, visto che una delle peculiarita’ del programma saranno i numerosi messaggi mirati alla sicurezza stradale e ai giovani, che si collocheranno all’interno di 10 moduli della durata di 27 minuti ciascuno diversificati per generi musicali: la canzone d’autore, il pop, il rock, il jazz-funky-blues, l’elettronica e dance, il nuovo folk e il reggae, l’hip-hop e altri generi musicali. In studio Gennaro Iannuccilli si avvarra’ della presenza di piu’ ospiti per accompagnare i giovani sulle strade d’Italia e negli spostamenti tra i locali notturni. Periodicamente, all’interno del programma trovera’ spazio il rapporto tra “musica e territorio” per approfondire la produzione musicale delle 20 regioni italiane.
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Saturday, July 10, 2010
Lelio Luttazzi è nella Hit Parade
da LaStampa.it
«Lelio Luttazzi presenta: Hiiit Pareeeeid», e i ragazzini di fine Anni
'60, primi '70, correvano a casa a sentire la radio, i più temerari si
portavano il transistor finanche a scuola. Non si voleva perdere nemmeno
una nota del programma che cominciava alle 13,30. Tutti ad ascoltare
quelle canzoni che lui presentava con voce stentorea e massimo rispetto e
che si contendevano i posti in classifica, «tu mi fai girar come fossi
una bambola», «acqua azzurra acqua chiara con le mani voglio finalmente
bere», «In the Summertime» e i Mango Jerry. Luttazzi era nato il 27
aprile del 1923: lui, che con i giornali non aveva sempre avuto ottimi
rapporti, se n'è andato in sordina, vedi il caso, proprio nel giorno del
loro silenzio. Il presidente Napolitano l'ha definito «artista
raffinato e grande compositore», al RomaFictionFest è stato ricordato
dal direttore artistico Steve Della Casa e da Luca Barbareschi,
produttore del film tv «Le ragazze dello swing», dedicato al Trio
Lescano e alla persecuzioni che le tre ragazze, ebree, subirono.
Luttazzi «era» lo swing, e il padre di Barbareschi aveva suonato con
lui.
La vita gli aveva lasciato le sue ferite, la carriera stroncata quando
fu coinvolto ingiustamente in vicende di droga. Storie che nella Rai
ancora puritana del monopolio, e di diversa, ma non inferiore ipocrisia,
lasciavano il segno. Era la Rai che per un po' impedì a Mina di cantare
perché aveva avuto un figlio senza essere sposata. Luttazzi si era
ritirato, da due anni abitava nella sua Trieste, «Perché el xè un can de
Trieste e ghe piase el vin», era uno dei suoi cavalli di battaglia.
Schivo e solitario, era ritornato sul palcoscenico del Festival di
Sanremo per accompagnare al pianoforte Arisa: il suo swing davvero aveva
incantato le platee e sostenuto il successo della giovane cantante.
La musica per Luttazzi era fondamentale, fu tra i primi a inserire nella
canzone italiana le strutture del jazz. Alla radio fu grande con «Hut
Parade», lavorò per il cinema: ma la prima generazione cresciuta con la
tv lo ricorda soprattutto come conduttore. Di «Studio Uno»,
essenzialmente, quel glorioso bianco e nero, elegantissimo e seducente,
che faceva da cornice ai varietà. Varietà che duravano un'ora, che
costavano tantissimo, e per i quali si provava un'intera settimana. Era
una televisione di grandi ospiti e di grandi brani, lui suonava il
pianoforte, e i non-colori abbagliavano di contrasti. A rivederli
adesso, quei programmi, ci struggiamo per la classe e la
professionalità. Forse però cambieremmo canale, poiché l'andamento lento
non lo sopportiamo più. Anche per questo Luttazzi si era allontanato.
Con quel suo carattere tenace, lento e roccioso, la fretta compulsiva
aveva tutta l'aria di essere incompatibile.
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Sunday, July 04, 2010
Autisti: ascoltare la radio è peggio che bere
Ascoltare la radio in macchina mentre parla di sport, può
influenzare gli autisti più dell'ubriachezza, secondo una nuova
ricerca.
Uno studio britannico ha scoperto che gli automobilisti
che ascoltano partite di calcio, di cricket o di altri sport, seguendo
loro squadra del cuore hanno tempi di reazione del 20 per cento più
lenti del normale, il 10 per cento più lenti rispetto a quando si guida con un tasso di alcol nel sangue di 80mg/100ml o
dello 0,08 per cento.
Lo studio ha
seguito le reazioni di 18 partecipanti uomini e donne di età compresa tra i 25 e 45. Durante le prove ci sono stati quasi il 50
per cento gli incidenti in più nelle frenate, mentre i piloti ascoltavano i commenti sportivi alla radio, rispetto a coloro che erano alla guida senza fattori di
distrazione.
Preoccupano anche altri fattori di distrazione in
chi guida, come lo stress e il prendersi cura dei figli.
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Monday, June 28, 2010
RADIOFONIA DIGITALE: DAL MINISTERO SERVE IN TEMPI BREVI L’ELENCO DEI SOGGETTI AUTORIZZATI ALLA FORNITURA DI PROGRAMMI RADIO NUMERICI
Nota di Aeranti-Corallo
Come noto, la delibera n. 664/09/CONS della Agcom, (regolamento recante la nuova disciplina della fase di avvio della trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale) prevede, all’art. 3, comma 14, che il Ministero dello Sviluppo economico rediga l’elenco dei soggetti autorizzati alla fornitura di programmi radiofonici numerici destinati alla diffusione in tecnica digitale su frequenze terrestri.
Tale elenco è necessario per poter conoscere quali soggetti abbiano ottenuto l’autorizzazione per l’attività di fornitore di contenuti (essendo in possesso dei relativi requisiti) e siano, quindi, legittimati alla costituzione delle società consortili che svolgeranno l’attività di operatori di rete; tali società potranno infatti essere partecipate esclusivamente da concessionari analogici che hanno ottenuto l’autorizzazione per l’attività di fornitore di programmi radiofonoci in tecnica digitale.
Alla luce di quanto sopra e in considerazione del fatto che il termine per la presentazione delle suddette domande è scaduto lo scorso 24 aprile, occorre che il Ministero dello Sviluppo economico proceda rapidamente alla redazione del citato elenco, posto che, in mancanza dello stesso, non sarà possibile procedere alla costituzione delle suddette società consortili.
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Monday, June 21, 2010
Lanciata la prima radio al femminile nei Territori palestinesi

Tutta la redazione di "Nissa 96FM" formata da giornaliste
Ramallah, 21 giu. (Apcom) - Un gruppo di imprenditori palestinesi della Cisgiordania ha lanciato una radio dedicata al mondo femminile, la prima del genere nei Territori palestinesi. Nissa (la cui traduzione dall'arabo significa 'donne') 96 FM, diffonderà programmi in lingua araba, incentrati sui problemi delle donne.
Tutta la redazione o quasi è formata da giornaliste. "I programmi saranno dedicati a temi legati alle donne, ma anche agli uomini", ha spiegato Maysoun Odeh, una delle fondatrici della radio durante la conferenza stampa di presentazione a Ramallah. "Si tratta di una buona notizia per la società e per le donne palestinesi dovunque si trovino. Questo canale parlerà dei loro problemi e delle violenze che spesso subiscono", ha dichiarato il ministro della Condizione femminile, Rabiha Diab, a margine della conferenza stampa.
La radio privata ha ottenuto il sostegno di "Smiling Children Foundation", un'organizzazione senza scopo di lucro con sede in Svizzera e in Gran Bretagna.
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Friday, June 18, 2010
Rai, Caprarica come Ruffini: l’ex direttore Gr chiede il reintegro
da televisionando.it
Nuova vertenza di lavoro in casa Rai: Antonio Capranica, ex direttore del Giornale Radio, chiede il reintegro nelle sue mansioni ed è pronto a trascinare la Rai in tribunale. Il controverso affaire Ruffini, ex direttore di RaiTre tornato al suo incarico grazie a una pronuncia del Tribunale del Lavoro di Roma, ha evidentemente fatto scuola.
Non si è ancora risolto il caso di Paolo Ruffini, tornato a ricoprire il ruolo di direttore di RaiTre (dopo la proditoria sostituzione decisa dal CdA la scorsa estate) sebbene con riserva - visto che la Rai ha fatto ricorso - che già avanza all’orizzonte lo spettro di una nuova causa per Viale Mazzini. A scendere sul piede di guerra ora è Antonio Caprarica, fino al 3 agosto 2009 direttore del Giornale Radio Rai, poi sostituito dal CdA Rai con Antonio Preziosi.
Come ricostruisce il Corriere della Sera, all’atto della sua estromissione dalla direzione del GR Caprarica aveva avuto ampie rassicurazioni da parte dei vertici di Viale Mazzini di un suo ritorno a Londra in veste di corrispondente (indimenticabili le sue cravatte sfoggiate con disinvoltura nei vari servizi dalla capitale britannica), incarico che invece è rimasto in mano a Giovanni Masotti (che ha nel frattempo soppiantato le cravatte di Caprarica con una serie impressionante di sciarpe). Proprio lo scorso febbraio ci sarebbe dovuto essere il ‘cambio della guardia’, ma Masotti è rimasto a far compagnia alla Regina e di conseguenza ha visto automaticamente rinnovato il suo contratto per due anni.
Nel frattempo la pronuncia del Tribunale di Roma a favore di Ruffini deve aver smosso le acque, tanto da spingere Caprarica ad emulare il collega e presentare istanza di reintegro urgente nelle sue mansioni (ex articolo 700). Insomma si profila un secondo caso Ruffini, con analogo decadimento dell’attuale direttore Antonio Preziosi che potrebbe avviarsi a seguire il percorso di Antonio Di Bella, il sostituto di Ruffini. Una vera e propria ‘catena di S. Antonio’…
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Thursday, June 17, 2010
RADIO", VALORE USURPATO SUL WEB: ESSERE VIVENTE O... SOLO "JUKE-BOX

da astorri.it
Comincio il breve racconto di una mia
esplorazione WEB qualificandomi subito come un “pirata d'ascolto” con
indirizzo IP statunitense, solo US $ 57,00 all'anno, la finestra più
economica ma non legale su tutto l'audio digitale made in the U.S.A.;
ovviamente sono mosso solo dal desiderio di sentire le novità, di
riflettere sull'innovazione, di analizzare i trends ma anche di superare
i limiti geografici degli stranissimi “licensing” dell'industria
discografica che limitano l'ascolto radiofonico anche del solo
simulcasting AM/FM sul WEB al di fuori del Paese di origine. Internet
per la discografia è evidentemente un brutto mostro, non un'opportunità,
come è assai evidente. Mi imbatto in "PANDORA", uno dei siti più
cliccati e più discussi, perfettamente legale negli U.S.A. ma non
accessibile dall'Italia.
“PANDORA” si promuove con una formula
che non lascia alcun dubbio, “Internet Radio”; mi aspetto dunque una
“cosa calda”, il “contatto con il mondo”, come la parola “radio”
inequivocabilmente suggerisce ai suoi ascoltatori. E invece... mi si
propone di realizzare una “radio” cominciando con lo scegliere un
artista. Inusuale. Mah, proviamoci. Uno dei miei preferiti è “Alexander
O'Neal”, lo scelgo e mi viene proposto il brano “The Lovers” che
rappresenta la “media” dell'artista. Barcollo nel comprendere come
un'artista possa avere un brano “medio” nel suo repertorio ma non
formalizziamoci, siamo nel 2010, orbene. Benissimo, infatti, bel brano!
Ora mi si propone il brano successivo, un singolo della “S.O.S. Band”;
carino, non proprio un hit, ma accettabile. Facile l'accostamento: il
link è nei produttori Jimmy Jam e Terry Lewis. Mi viene il sospetto che
sia capace anch'io di fare “PANDORA” così... Dopo il 2° brano capisco
infatti che la mia radio è solo una sequenza di proposte del sistema che
posso accettare o rifiutare. Continuiamo con ordine: 7 brani che non
hanno davvero nulla, ma proprio nulla, a che vedere con i suoni, con i
generi o con i mondi dei primi 2 splendidi motivi vengono da me scartati
pensando di poter scegliere decisamente meglio e ancora altro. Errato.
Un annuncio di “PANDORA” mi spiega, solo dopo averlo già fatto, che non
posso scartare più di 7 brani l'ora per motivi di licensing discografico
e che pertanto la mia creazione della emittente “radio” generata
partendo da Alexander O'Neal è al momento interrotta. Può essere ripresa
dopo, 30 minuti circa, quando il limite orario sarà azzerato. C'è però
la soluzione. Se vuoi, ti viene suggerito, apri subito un'altra “radio”
così puoi “sdraiare” (come dice il mio amico Giuliano Gomez) altri 7
brani l'ora anche sulla tua nuova emittente. E dire che ci si scomoda ad
accostare la parola “futuro” a “PANDORA”. Come mai?!? Speriamo che non
sia il “futuro”, mi sembra la visita guidata al cimitero degli elefanti!
Eppure... non può essere così, diamine... Ne parla il mondo di
“PANDORA”. Proviamo con le “sue” Internet “radio” specificamente
segnalate, non create dagli utenti, proprio le sue. Forza “PANDORA”!
Macché... Meri “juke-box” senza emozione, con senso di esplorazione
pressoché inesistente. E questa sarebbe la magia della “radio” sul WEB?
Non scherziamo.
Ripenso a tutti i miei 30 minuti di esperienza su “PANDORA” e se mi
avessero proposto “juke-box your music” o concetti del genere anziché
“internet radio”, forse, mi sarei sentito meno preso in giro e sarei
meno deluso anche se la decisione di non tornarci non sarebbe
probabilmente mutata. Non è una semplice questione filologica, di
significato delle parole, della parola “radio” in particolare, è
questione di funzione, di coerenza e di certezza di funzione. Quella di
“PANDORA” non è affatto “radio”, solo proposta di brani lungo un
percorso certamente assai arbitrario. Un gioco? Forse. Non di più.
Capisco tuttavia come “PANDORA” abbia bisogno, come dell'aria, di
importare la parola “radio” per superare la noia assoluta e la freddezza
glaciale della sua proposta. Ma... è “giusto”?!? Si può usare la parola
“radio” in modo così biecamente strumentale? Proviamo a fare un po' di
chiarezza, ad esempio un po' di sano “Glossario”?
“RADIO”: la forma di comunicazione tra una stazione ed un individuo. Il
presupposto è che la stazione abbia una identità e una stationality,
dunque una personalità di offerta al pubblico. La radio è rigorosamente
un essere vivente. Siete d'accordo con questa definizione di “radio”?
Quanti semplici STREAMING ON-LINE sono “venduti” come “radio” sul WEB,
come "PANDORA"? Tutti e davvero troppo spesso. Se si pensa che i
semplici STREAMING ON-LINE, che sono così frequentemente solo dei
“JUKE-BOX” per la “auto-programmazione” dell'individuo (altra funzione,
rispettabile, ma altra funzione), possano battere la “radio”, così come
spesso si legge, allora la FM è davvero eterna.
Non è questione di banda di frequenza o di audio digitale, la radio è e
sarà “il teatro della mente”.
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Tuesday, June 15, 2010
RIVA DEL GARDA A TUTTA MUSICA CON RADIO INCONTRI 2010
Il 18 e 19 giugno settima edizione della kermesse dedicata alla radiofonia: emittenti, trasmissioni, voci e volti amati del mondo delle radio animeranno la città tra incontri, show e dibattiti. Un grande ritorno per Riva del Garda: RadioIncontri 2010, la più importante manifestazione dedicata al mondo della radiofonia nazionale, che promette anche quest'anno di animare a tutta musica piazze e vie della città.
Venerdì 18 giugno e sabato 19 giugno voci e volti dei personaggi più amati dell'etere trasformeranno la località trentina nella capitale delle onde radio italiane. Protagonista della due giorni saranno i grandi network e le radio storiche nazionali, oltre a emittenti locali. Tra le molte che trasmetteranno in diretta i loro programmi più noti: Radio2 Rai, Radio3 Rai, Radio24, Popolare Network, Radio Dolomiti. Confermata anche la presenza di Radio Deejay con gli ospiti Andrea e Michele che interverranno alla manifestazione.
Grazie ai Radioincontri in programma ci sarà ampio spazio per incontri e dialoghi dal vivo con i protagonisti delle trasmissioni più amate. Tra questi: Massimo Cirri incontra Gianluca Nicoletti, Luca Rovi incontra Davide Van De Sfroos e Alberto Patrucco, Matteo Bordone incontra Osca Giannino. I Radioascolti vedranno invece trasferite a Riva del Garda le più famose trasmissioni italiane che per due giorni saranno rigorosamente live dal Trentino. Per citarne alcune: "Caterpillar" di Radio 2 Rai, "Tutta la città ne parla" di Radio 3 Rai, "Melog 2.0" di Radio 24, "Fahrenheit: i libri e le idee" di Radio 3 Rai, "Vendo tutto" di Radio24, "Microfono aperto" di Popolare Network.
L'evento di Riva del Garda annovera anche workshop dedicati agli aspetti più curiosi e sconosciuti dell'universo via etere, oltre a dibattiti interessanti e momenti di spettacolo. Tra questi, da segnalare la diretta di Dr. Djembé di Radio 3, prevista per Venerdì alle 20.30 nel cortile interno della Rocca, con Stefano Bollani e David Riondino, e "Vendilo e cambia", l'asta degli oggetti degli ascoltatori di "Vendo Tutto", con Matteo Caccia e a seguire Dj set, prevista Sabato 19 alle 22.00 in piazza delle Erbe. RadioIncontri è ideato da Renzo Ceresa e Massimo Cirri - curatori artistici dell'evento - ed è realizzato dall'Apt Ingarda Trentino e dalla Trentino S.p.A., in collaborazione con l'Ufficio Eventi, il Comune di Riva del Garda e Riva del Garda Fierecongressi S.p.A.
Info: http://www.radioincontri.it/
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