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Raid al centro culturale di Radio 100 passi rubati giocattoli e il mixer dell'emittente

da palermo.repubblica.it

Furto e danneggiamenti nella notte al centro socioculturale "Tavola Tonda" nel centro storico di Palermo. Un raid che gli animatori della struttura non esitano a definite "un atto intimidatorio in piena regola". Il centro riunisce le associazioni Acunamatata,  Ubuntu, il Centro aggregativo Riad, il circolo Arci Tavola Tonda e Radio 100 passi (che prende il nome dall'emittente di Peppino Impastato) e che proprio oggi avrebbe dovuto iniziare la programmazione. 


Ignoti, nella notte, hanno divelto le finestre e rubato computer, mixer, giocattoli e gli attrezzi degli artigiani che lavorano nel centro. Nella struttura si svolgono laboratori di danza, musica, poesia, oltre al babyparking per i bambini del quartiere e da oggi avrebbe cominciato con la programmazione del palinsesto radiofonico anche Radio 100 passi. Nel centro lavorano circa trenta volontari.

"Il messaggio è arrivato ma lo rispediamo al mittente",  è la risposta delle associazioni che compongono il centro. "Siamo consapevoli che ogni qualvolta si cerca di costruire integrazione e legalità in questa città si sconvolgono gli equilibri mafiosi che la regolano, soprattutto in un periodo in cui vige un totale disinteresse di una parte delle istituzioni - dice Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di Idv in Consiglio comunale, tra i fondatori della struttura - Disinteresse che riguarda per esempio i centri aggregativi di quartiere che in tutta la città sono fermi da oltre tre mesi per inadempienze amministrative che ne impediscono la riapertura. Colpire una realtà come Tavola Tonda è un atto simbolico fortissimo in una città che vive di simboli, nel bene e nel male.  E simbolicamente noi ricominciamo subito: da domattina Radio 100 Passi comincerà una trasmissione no stop con mezzi di fortuna. Sabato sera a Piazza Tavola Tonda ci sarà un concerto a palco aperto per raccogliere i fondi per ricomprare tutte le attrezzature rubate".
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'Ndrangheta. Incendiata l'auto di un giornalista a Reggio Calabria

da apcom.it

L'auto di Antonino Monteleone, giornalista freelance di Reggio Calabria, è stata incendiata da ignoti la notte scorsa nella città dello stretto. Antonino Monteleone da anni scrive di 'ndrangheta nel suo blog e collabora anche con il Fatto Quotidiano e  a programmi televisivi come Report. Non è la prima volta che Antonino Monteleone viene preso di mira dalla 'ndrangheta che gli aveva già mandato segnali di inequivocabili. La settimana scorsa era stato il giornalista de Il Quotidiano della Calabria Michele Albanese ad essere preso di mira con una lettera di minacce. In Calabria l'elenco dei giornalisti minacciati è sempre più lungo. www.antoninomonteleone.it
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http://radiolawendel.blogspot.com/2010/02/digital-radio-uk-rottamare-le-radio.html

da radiopassioni

Un piano di rottamazione per le radio. Questa la proposta - direi abbastanza scontata - della società Digital Radio UK per incentivare, in vista della possibile decisione sulla data dello switch over, l'acquisto di apparecchi radiofonici DAB in Gran Bretagna. Dove si calcola che si trovino ancora nelle case 100 milioni di radio, la metà delle quali usata regolarmente. Se l'idea dovesse essere accolta, gli acquirenti che si presenteranno in negozio con il loro vecchio apparecchio avranno uno sconto del 20 percento sui nuovi apparati.

I piani governativi prevedono un possibile limite del 2015 per lo spegnimento dell'analogico in FM, almeno per i principali network pubblici e privati. La data appare tuttavia irrealistica. Non è ancora stata presa alcuna decisione su tempi e modalità, anche se si dice che il governo dovrà annunciare lo switch off con un anticipo di almeno due anni e solo quando almeno la metà della base installata di ricevitori sarà in grado di sintonizzarsi sui multiplex DAB. La mia sensazione è che i regolatori stiano prendendo una seria cantonata, mossi dalla volontà di "cambiare" un mezzo che a parer loro deve proprio sembrare moribondo. Spostare sul DAB una parte di risorse, magari garantendo una capilalre copertura degli assi stradali (peccato che il DAB in mobilità sia praticamente ignorato da chi fabbrica i ricevitori) è una cosa. Imporre ex lege una migrazione forzata solo per liberare risorse di spettro che difficilmente verrebbero rivalorizzate mi pare semplice propaganda. Come se i politici volessero dirci "vedete come siamo moderni e aggiornati?". Il vero medium digitale oggi si chiama Internet e guarda caso in questo dominio i regolatori - che non lo conoscono per niente, e si vede - sanno pensare solo a misure restrittive.
Intanto per Digital Radio UK non sono neppure riuscito a trovare un sito Web. So solo che a novembre l'incarico di amministratore delegato della società che dovrà pilotare la fase di transizione della radio è Ford Ennals, che ha diretto finora Digital UK, l'omologa organizzazione consortile incaricata di gestire il passaggio verso la televisione digitale terrestre. Tra le altre iniziative volte a incentivare la sintonia della radio digitale c'è il progetto di UK RadioPlayer, una piattaforma Internet in grado di far ascoltare tutte le stazioni radio autorizzate nel Regno Unito pensata sul modello dell'iPlayer televisivo. Illustrata nel novembre scorso durante il Media Festival di Manchester, UK RadioPlayer è visibile in una prima demo sui blog della BBC ma il filtro sugli indirizzi IP bloccherà inesorabilmente (a meno di qualche trucchetto con le VPN) l'accesso dall'Italia.
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MOTZ WOODEN: LA RADIO IN LEGNO PIU' PICCOLA AL MONDO

da tecnozoom.it

Motz wooden è una radio FM piccolissima, dal peso inesistente grande quanto il tappo di una penna. Misura circa 4.5 x 2.5 x 2, insomma è una radio in miniatura ma funziona. E’ realizzata in legno, lavorandolo e intagliandolo in modo da donarle un aspetto raffinato e bellino dal punto di vista estetico.  Ma oltre questo, c’è dire che questa radio funziona perfettamente, tanto che può fungere da cassa esterna per i lettori mp3, grazie all’ingresso che può prestare i suoi altoparlanti ai riproduttori musicali. Motz wooden integra dei componenti miniaturizzati, in linea con il design della radio, che consentono di sintonizzarsi e riprodurre le stazioni radio. Ha anche il jack standard da 3,5 mm e una batteria ricaricabile tramite USB. Il prezzo ancora non si sa.
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Audiradio: 6° bimestre 2009



 Radio1 6.270
 Rtl 102.5
5.534
 Deejay  5.216
 RDS 4.934
 Radio 105  4.619
 Radio2 3.783
 Radio Italia 3.484
 Radio Kiss Kiss 2.158
 Radio R101 2.005
 Radio3 1.835
 Radio24 1.801
 Virgin                     1.727
 Capital 1.559
 Radio Maria 1.548
 Radio MonteCarlo
1.513
 m2o 1.237
 Isoradio 882
 Radio Radicale 448
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In cerca di contatti attraverso le radio

da ilmessaggero.it

La radio è il mezzo d’informazione più diffuso ad Haiti. Sono oltre duecento le stazioni radiofoniche nel paese caraibico, concentrate soprattutto nella capitale haitiana, molte delle quali distrutte dal terremoto. Gli abitanti di Port-au-Prince vivono con l’orecchio incollato a vecchie radioline per cercare contatti e voci rassicuranti. Per tutta la giornata l’equipe di Radio Caraibes, come testimonia questo video dell’Afp, trasmette notizie dal marciapiede antistante la sede lesionata dell’emittente. Un generatore elettrico, che serve anche a ricaricare i cellulari di centinaia di persone, e una grande antenna rossa permette di diffondere i programmi in francese e in creolo.

«Siamo giornalisti, dobbiamo fare il nostro mestiere - raccontano i giornalisti di Radio Caraibes - La gente aspetta notizie dei propri cari. La nostra priorità è spiegare alla gente che si tratta di un terremoto e non della fine del mondo, come pensano in molti». La radio si è trasformata anche in uno strumento per lanciare messaggi: «Ciao Nadia Chaduc, se sei viva chiama al 3428-3218».
«Mi chiamo Jocelyne Junie, sto bene e sono stata curata all’ospedale Renaissance, vorrei che i miei parenti mi raggiungessero con del cibo».

Da un paio di giorni ha ripreso a funzionare la radio dell’Onu, Minustah Fm, grazie al lavoro dei tecnici di Radio France e TDF (Telediffusion de France). Il centro di trasmissione della radio è situato nei pressi dell'aeroporto di Port-au-Prince. «In una situazione in cui solo qualche stazione radio ha potuto continuare a trasmettere fra le decine che sono state distrutte, la radio dell'Onu - afferma Radio France - diventerà un luogo aperto a tutti che raggruppa più di 25 giornalisti haitiani venuti da diverse stazioni. La radio propone un programma quotidiano per un pubblico haitiano, in francese e in creolo, denominato "Ensemble, avec Haiti"».

Ci sono molte radio haitiane che trasmettono anche da città statunitensi, come Radio Soleil d’Haiti da New York o Radyo Leve Kanpe disponibile in FM sia dal New Jersey sia da Inche nell’isola caraibica. Dalle frequenze di Radio Melodie in uno studio resistito al terremoto. Nei primi Anni Novanta la diffusione capillare di piccole radio, chiamate comunitarie, ha permesso la circolazione delle informazioni anche nei centri più poveri e isolati di Haiti.

Radio Haiti Inter, Montas è viva. Nella storia della radiofonia haitiana Radio Haiti Inter occupa un posto speciale. Nei giorni scorsi l’haitiana Michèle Montas, fondatrice con il marito Jean Dominique di Radio Haiti Inter e negli ultimi tre anni portavoce del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, dopo essere data per dispersa i funzionari del Palazzo di Vetro hanno comunicato invece notizie rassicuranti sulle sue condizioni.
L’esperienza d’informazione indipendente e democratica di Radio Haiti Inter, narrata nel film The Agronomist, ha accompagnato dal 1960 la travagliata storia della “Perla delle Antille”. Da radio di intrattenimento con l’arrivo di Jean Dominique, l’agronomo «che coltivava la mente del suo popolo», e di Michèle Montas si è trasformata in strumento di opposizione alla dittatura sanguinaria dei Duvallier e dei regimi militari corrotti susseguitisi. La prima emittente a comunicare in lingua creola, perché come ricordava Dominique «non siamo inglesi, non siamo francesi e tantomeno americani. Siamo haitiani». Il “business rischioso” d’informare come lo definiva Dominique era diventato uno straordinario punto di riferimento per le aspirazioni democratiche dell’isola. L’omicidio, consumato nell’aprile del 2000 e a tutt’oggi impunito di Dominique, i numerosi attacchi alla Montas e la violenza crescente hanno costretto nel 2002 Radio Haiti Inter a chiudere i battenti. Chissà che dalle ceneri di questo devastante terremoto non possano ricominciare a vibrare anche le frequenze libere di questa radio.
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‘Passengers’ on the road per le vie milanesi

da millecanali.it

È ripartita l'11 gennaio la seconda edizione milanese di 'Passengers', l'unico programma radiofonico on the road per le vie della città, tutti i giorni in diretta sulle frequenze di LifeGate Radio dalle 7.30 alle 9.30 del mattino. Protagonista è il bus ibrido ed ecologico di LifeGate che grazie a Ricola, sponsor unico della trasmissione, riprende a viaggiare per le strade di Milano nelle prime ore del mattino, quando anche il traffico si sveglia, per ospitare i passeggeri che vorranno vivere l'esperienza di una diretta itinerante e sostenibile.
Dal lunedì al venerdì, fino al 19 febbraio del 2010 una connessione internet permetterà a 'Passengers' di trasmettere direttamente dal MagicBus di LifeGate le tematiche già vicine all'esperienza quotidiana delle persone e all'attualità: vivibilità della città, trasporti, innovazione, qualità della vita e dell'ambiente, curiosità e notizie raccontate con uno stile coinvolgente e positivo, condividendo il viaggio con passeggeri/ospiti e passeggeri/ascoltatori, al ritmo della grande musica di LifeGate Radio.
Tutti potranno interagire con la trasmissione itinerante, non solo attraverso mail e sms, ma salendo davvero a bordo del MagicBus per vivere un'esperienza unica di mobilità sostenibile e anche per sperimentare una nuova forma di mezzo di trasporto per andare a lavoro o alla destinazione desiderata. Grazie al progetto Impatto Zero, infatti, le emissioni di CO2 del Bus radiofonico sono state calcolate e compensate con la creazione di nuove foreste in Costa Rica.
A condurre il viaggio itinerante del pullman ecologico Ariel e la Ele, che intratterranno i passeggeri e gli ascoltatori con musica e discussioni sul tema del giorno, notizie e racconti sugli ospiti e tutti coloro che saliranno a bordo, mentre a zonzo per le strade di Milano si farà la spola tra i vari uffici per accompagnare chi lo vorrà direttamente al lavoro!
Al centro dell'attenzione proprio i passeggeri che candidandosi sul sito di LifeGate Radio potranno raccontare e raccontarsi, conoscere gli ospiti, divertirsi e andare al lavoro - appunto - in maniera decisamente insolita ma soprattutto ecologica, con la certezza di salire sul primo bus dove è consentito, anzi quasi d'obbligo, parlare al conduttore/conducente. Per salire a bordo basta cliccare sul sito www.lifegate.it/passengers e registrarsi nella sezione “Chiedi un passaggio”, indicando i propri dati e luogo di partenza e di arrivo con relativi orari. Sul sito si trova anche la mappa delle zone coperte in fm - con frequenze variabili a seconda delle regioni - e le istruzioni per ascoltare LifeGate Radio via satellite in tutta Europa.
'Passengers' è in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 9.30 del mattino, in diretta dal traffico.
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Al lavoro!

Dopo centinaia di sveglie all'alba per andare alla radio e dopo mille notti insonni. Dopo aver percorso lo stivale in lungo e in largo soltanto per la gioia di parlare ad un microfono o per fare in modo che qualcun altro potesse farlo nelle condizioni migliori. Dopo aver portato la radio nella mia cameretta, su un treno e in un film, come  fatto  una volta con Pina, Lorenzo e Vito con Rita Radio Express. Dopo la Rai e Ard. Dopo le Condorelli, la Antonini, la Senatore, la Cercato, Giorgio, Francesco Maria e il trio delle meraviglie (in ordine alfabetico) Alongi, Brandolini, Lolli. Dopo il Padrone del circo, Marocchinella, l'Uomo del Giappone, il vendemmiatore 'Nzulo, la Voce Misteriosa, il Notaio Cantamaglia e Vito lo Spermatozoo. Dopo aver lanciato emittenti che sono sopravvissute un solo giorno o che ancora vi tengono compagnia. Dopo aver piratato Radio Serena una notte d'agosto con Emiliano, Emanuele, Felipe e Daniele Diez. Dopo aver mangiato compost a Via XX settembre ed essere volato a Varsavia per la morte di Giovanni Paolo II.
Dopo un pomeriggio a Piazza di Spagna. Dopo aver camminato sulle macerie de L'Aquila e aver respirato l'aria fredda dei tetti delle fabbriche e dei carroponti...
Finalmente un po' di silenzio. Mi fermo a riprendere fiato. Che partano i titoli di testa.
Grazie a Peppe, a Enzo, a Marco.
Peppe altri non è che Peppe Pellegrino. Il cane da guardia della città di Marsala, il primo ad avermi mai messo in mano un registratore per andare a raccogliere voci incazzate in un quartiere degradato.
Enzo è passato alla storia come Enzo G. Baldoni, probabilmente uno degli uomini più curiosi vissuti a cavallo tra questo secolo e il precedente. Di certo il più grande tra i viaggiatori e i blogger.
Marco lo ricordano tutti come MarcoRossi, tuttattaccàto, un ragazzone "intero" che si è adoperato affinché imparassi delle regole importanti, non ultima come si scrive un giornaleradio.
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Digitale a tutti i costi

Il progressivo switch-off della tv analogica libera spazio nell'etere per l'avvento della radio digitale. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato il 23 dicembre scorso sulla Gazzetta Ufficiale le nuove disposizioni che cambieranno il volto all'invenzione di Marconi. Le innovazione portate dalla nuova tecnologia sono interessanti ma non tengono conto fino in fondo del percorso di ibridazione digitale compiuto dal mezzo radiofonico negli ultimi dieci anni.
Nel nostro paese il passaggio della tv al digitale terrestre si concluderà nel 2012. Sul vecchio televisore nessun canale si è salvato. Privo del decoder, il bolso schermo 4:3 rimane sommerso dalla neve, mentre la ricezione di molti canali è addirittura peggiorata.
Il processo di digitalizzazione dell'intero sistema radiotelevisivo è considerato una tappa obbligata in tutta Europa, quindi, nonostante il calo di ascolti registrato nelle prime settimane di trasmissioni in tecnica numerica, al termine dell'operazione il bilancio sarà senz'altro positivo.
In Italia la radio è il mezzo con il più elevato livello di penetrazione. Sono oltre 35 milioni, infatti, le persone che ogni giorno la ascoltano, ma il medium più popolare del paese è destinato a subire una profonda mutazione tecnologica.
Innanzitutto dovrà abbandonare la banda FM per trasferirsi sulle frequenze fino a ieri occupate dalla televisione, provocando la dismissione dei vecchi ricevitori. Le tecnologie adottate saranno il DAB, Digital Audio Broadcasting e il DMB, Digital Multimedia Broadcasting, due sistemi simili alla codifica che rende visibile la tv sui telefoni cellulari. Il mezzo si arricchirà di nuovi contenuti multimediali, in particolare immagini. L'audio sarà più pulito e cristallino e non subirà il degrado dovuto all’ascolto in movimento o alle interferenze fra stazioni. I benefici, quindi, sono sotto gli occhi di tutti, ma per concretizzarli bisognerà far fronte a importanti investimenti alla portata esclusiva dei grandi gruppi editoriali, gli stessi che fin qui hanno finanziato parte della sperimentazione.
Come per la tv digitale, lo spettro radiofonico potrà ospitare più canali rispetto alla tecnica analogica, ma la democrazia mediatica non ne trarrà alcun vantaggio.
Le emittenti locali potranno continuare a trasmettere esclusivamente negli stessi bacini dove sono in possesso di una concessione ministeriale. La Rai arricchirà la propria offerta analogica soltanto con i canali della filodiffusione. I grandi network privati, già presenti nei consorzi che gestiranno i nuovi bouquet di canali, aumenteranno la propria presenza nell'etere con reti gemelle e playlist tematiche, che da mesi vengono sperimentate sul web.
Radio Deejay, ammiraglia del Gruppo Espresso, dallo scorso anno affianca la diretta sul proprio sito internet con un canale dove è possibile ascoltare il  palinsesto in differita di due ore. Radio 105, in occasione di eventi speciali, accende, con eccezionale flessibilità, canali dedicati ad un solo personaggio, come Vasco, Madonna o Michael Jackson. Rtl 102.5, da due anni ha acceso Radio Guardia Costiera, un canale totalmente dedicato agli utenti del mare.
Negli ultimi anni, proprio la perfetta ibridazione con internet è stata la vera novità per il mezzo radiofonico. Aziende e organi istituzionali si sono affacciati sul mercato editoriale con nuove emittenti tematiche, lo hanno già fatto, tra gli altri, la Regione Lazio, la Cgil, le università.
Le web radio, oltre a offrire un tradizionale palinsesto in diretta, negli anni, si sono specializzate nella fornitura, in qualità di agenzie, di contenuti per le radio tradizionali.
La pratica di riproporre le trasmissioni già andate in onda mediante i podcast, file messi a disposizione dell'utente che contengono la registrazione di una rubrica, è diventata una routine consolidata per chi produce i programmi, ma anche per chi li fruisce.
Sicuramente il nuovo standard di ricezione digitale è meno diffuso rispetto alla rete internet. La tecnica di trasmissioni in DAB/DMB, prevista dalla Legge Gasparri del 2004, viene sperimentata a Roma e Milano già dal 1999. I ricevitori in circolazione, però, sono meno di 200 mila, hanno un prezzo decisamente più alto degli apparecchi tradizionali e non è ancora facile trovarli nei negozi. Non appena sarà possibile ricevere la radio digitale in aree apprezzabili del paese, i maggiori produttori di beni elettronici invaderanno il mercato con nuove radioline, mentre le principali case automobilistiche doteranno i propri veicoli di autoradio FM e DAB di serie.
Sicuramente i più veloci ad adattarsi al nuovo standard saranno i produttori di telefoni cellulari che, in poco tempo, hanno già integrato nei propri dispositivi radio, tv e internet. Sugli smartphone la convergenza digitale è operativa da qualche anno: acquisire immagini, ascoltare musica, ricevere ed inviare mail, ascoltare radio in FM o in streaming grazie alle connessioni a basso costo o sfruttando il WiFi di casa o dell’ufficio è ormai una realtà consolidata.
La radio digitale, quindi, esiste già e alloggia in rete.  Per questo motivo, prima di investire denaro per un nuovo standard che renderà inutilizzabile il parco radio esistente, si dovrebbero valutare i benefici dell'incremento della banda larga, come sta avvenendo nel resto d'Europa.
L’ultima frontiera è costituita dal WiMax, una tecnologia che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga senza fili a computer, cellulari e alle loro applicazioni.
Presto vedremo sorgere nuove antenne che irradieranno dati al posto dei suoni. Poiché la radio sul web occupa un posto privilegiato da quasi un decennio, sarebbe auspicabile prendere in considerazione una via di sviluppo che non tuteli solo pochi grandi editori e che non ci faccia rottamare le radioline a transistor.

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A Radio Padania insulti ai meridionali: Parassiti

da ilsussidiario.net

RADIO PADANIA VS MERIDIONALI - La polemica contro i meridionali impazza su Radio Padania. La radio, che raccoglie gli umori del "popolo padano", dà voce agli ascoltatori che telefonano e, in un flusso ininterrotto e senza filtri, si scagliano contro i meridionali, additando loro tutte le colpe della storia, definendoli parassiti. Il conduttore, l'assessore comunale alla Sicurezza del Comune di Monza, Massimiliano Romeo (Lega Nord), lascia parlare chiunque. Anche un calabrese, che si definisce "pacifista", per difendersi dalle accuse afferma che, se continueranno a insultare i meridionali, le centinaia di migliaia di calabresi in Italia «vi faranno la guerra» e la gente del nord «farà al fine dei topi». Tristi minacce dopo il caso di Rosarno.


GLI INSULTI - Gli apprezzamenti degli ascoltatori che chiamano sono, effettivamente, molto pesanti. Dalla signora che dopo il saluto di rito «buona Padania», afferma: «Li abbiamo sfamati e spidocchaiti, non sapevano dove andare a lavorare, venivano su con l'ardire di insegnare la lingua. Riconosco solo un tipo di cultura che hanno portato, in Europa e in tutto il mondo: quella della mafia, la mafia e nient'altro», al torinese che dice: «Garibaldi non ha unito l'Italia, ha diviso l'Africa. Noi qui a Torino» - continua - «abbiamo meridionali che lavorano nell'amministrazione comunale che non sanno leggere né scrivere, né parlare. Che se ne escono fuori con perle del tipo "lo vuoi imparato, escilo fuori, fai attento"», per concludere con una considerazione del conduttore che si domanda, riferendosi al cliché del meridionale sfaticato, «chissà perché a Rosarno, dove c'è il 40% di disoccupazione, chiamano gli extracomunitari a raccogliere i pomodori».
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