News http://www.kapusons.com/ViewCategory.aspx?lang=en&catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5 4a4f537a9e794fd28dd65daec5b89d1f Heineken, Vigorsol e l'engagement La capacità di creare engagement con il proprio pubblico è ormai fondamentale non solo nelle strategie di marketing on line, ma, in generale, nel rapporto con il consumatore che le aziende hanno al giorno d'oggi. In questa direzione Heineken e Vigorsol hanno da poco dato vita a due iniziative decisamente innovative e "coinvolgenti" per i propri clienti. Heineken sta portando avanti una interessantissima attività di engagement nel settore e-commerce. Direttamente dal sito della nota marca è possibile accedere alla sezione "Your Heineken", lo spazio dedicato al contest in corso fino al 20 maggio. Gli utenti possono scegliere uno dei tanti layout predefiniti per realizzare la loro personalissima bottiglia di Heineken. Il passo successivo invita a rendere unici il fronte e il retro della bottiglia con messaggi, foto e colori a scelta e ad ordinare una confezione contente sei esemplari della bottiglia personalizzata, il tutto a circa 30€ comprese le spese di spedizione: uno spunto interessante magari per un regalo del tutto originale e personalizzato. Ma non solo. Perché le migliori 3 personalizzazioni saranno le protagoniste della campagna nazionale Heinken a partire dal 28 maggio. Vigorsol, invece, lancia proprio oggi la campagna "The House of Mystery" in occasione della commercializzazione di Mystery, il nuovo prodotto della linea Cult. La campagna multipiattaforma vedrà il centro delle propire attività su YouTube e Facebook. E' stato infatti realizzato un Interactive Filmgame con il quale gli utenti sono chiamati ad interagire. Il film, girato a New Orleans, racconta la storia di una giovane detective chiamata a risolvere, insieme allo spettatore, degli enigmi alla caccia di un misterioso assassino. 2012-05-07T12:20:16.3000000+02:00 http://www.kapusons.com/ViewDocument.aspx?lang=en&catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5&docid=4a4f537a9e794fd28dd65daec5b89d1f Mon, 07 May 2012 10:20:16 GMT c035465718fd4d93ba72aaab1df87609 Tutta questione di reputazione La reputazione di un'azienda pesa per il 60% nella scelta di acquisto dei consumatori. Quella che è una consapevolezza crescente trova conferma anche nella ricerca che nel 2012, come ogni anno, Reputation Institute realizza sulla reputazione delle aziende. Secondo lo studio, il RepTrack Pulse, infatti, la qualità dei prodotti pesa solo per il 40% sulla scelta di acquisto del consumatore. E non è un caso se ai primi tre posti della classifica dei marchi che operano nel mercato italiano stilata dall'agenzia americana ci siano Armani, Ferrero e Barilla, tre marchi che prima di vendere prodotti nel comparto dell'abbigliamento e alimentare rappresentano uno stile di vita, un modo d'essere, tra l'altro decisamente "italiano". I tre brand superano tutti gli 80 punti di rating (Armani 81,42; Ferrero 81,12; Barilla 80,79) e sono seguiti dal terzetto automotive tedesco Volkswagen (80,41), BMW (79,94) e Mecedes Benz (79,40), che surclassa nettamente il marchio di casa nostra Fiat che, probabilmente anche a causa della ristruttrazione aziendale in corso, si piazza solamente al 70° posto, staccata di quasi 25 punti. Nemmeno a dirlo, tra i primi 10 c'è anche IKEA che si piazza al settimo posto con un rating di 79,22. Altri dati interessanti sono quelli riguardanti il maggiore incremento rispetto all'anno scorso con Siemens che cresce di 7,4 punti ottenendo un ranking di 71,81, e la maggiore flessione che, nemmeno a dirlo, spetta a Costa Crociere che, a causa del disastro del Giglio, perde ben 28 punti, attestandosi a 47,40 punti. Lo studio è stato realizzato in partnership con Doxa, ha preso in esame 100 aziende operanti in Italia, con la realizzazione di 3.644 interviste. Visualizza la classifica dei primi 10 marchi operanti in Italia in base alla loro reputazione, stilata dal Reputation Institute. 2012-05-04T11:55:28.0300000+02:00 http://www.kapusons.com/ViewDocument.aspx?lang=en&catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5&docid=c035465718fd4d93ba72aaab1df87609 Fri, 04 May 2012 09:55:28 GMT 5631992555dc49fe9ad8e21de4496166 Politica e istituzioni a caccia di social Momento fondamentale per la politica italiana. Mentre il Governo è alle prese con la crisi, alle amministrative, che coinvolgeranno sabato e domenica prossima alcune città italiane, si fa la prova generale della comunicazione per le politiche della prossima primavera. L'Istituto Cattaneo e Sky stanno portando avanti una ricerca sull'utilizzo del web da parte dei candidati sindaco. Dai primi dati elaborati emerge che, se da un lato il passaggio dalla comunicazione monodirezionale a quella bidirezionale è ancora in fieri, dall'altro appare decisamente auemantata la sensibilità dei candidati nei confronti di quegli strumenti che stimolano l'utilizzo di nuove forme di relazione con il cittadino-elettore. Allo stesso tempo, però, l'utilizzo di nuove piattaforme come i social network pare più dettato da una moda che da una specifica ed oculata scelta di comunicazione strategica. Infatti, degli 84 candidati analizzati, ben 74 hanno un profilo su Facebook, 45 un account Twitter, mentre solo 41 hanno un proprio vecchio, caro sito personale. Se, quindi, sembra che i politici abbiano capito che devono presidiare i "luoghi" virtuali o reali nei quali stanno i cittadini, sembra anche che utilizzino questi luoghi più per "rincorrere" l'elettorato che per attivare canali di comunicazione innovativi. La scarsa conoscenza e capacità di massimizzare la presenza sui social network è testimoniata anche dal numero di fan delle pagine dei candidati. In città con più di 100mila abitanti sono pochissimi i candidati che superano i 5.000 fan, una netta inversione di tendenza se si pensa al successo delle campagne elettorali di Pisapia e De Magistris proprio sui social network nelle passate amministrative. E mentre la comunicazione politica italiana prova a capire il mondo dei social network e ad utilizzarlo a fini elettorali, si susseguono iniziative di comunicazione pubblica che vedono al centro delle loro attività le reti sociali. E' di recente creazione, infatti, l'account Twitter del Comune di Roma @romacapitaleTW. Obiettivo ambiziosissimo del Campidoglio è quello di integrare in un unico account tutte le informazioni su mobilità, cultura, e chi più ne ha più ne metta della Capitale: insomma, la versione Twitter del pluripremiato 060606. Al momento l'account ha poco meno di 1.000 followers... se son rose, fioriranno! Leggi su Sky.it i primi dati dell'indagine sull'utilizzo dei media digitali nelle amministrative 2012. 2012-05-03T11:58:55.3830000+02:00 http://www.kapusons.com/ViewDocument.aspx?lang=en&catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5&docid=5631992555dc49fe9ad8e21de4496166 Thu, 03 May 2012 09:58:55 GMT 1b1796fdb48b4189aaf77363728943b3 Blog, a volte ritornano Sembrava che fossero un po' stati messi in soffitta dall'irrompere sulla scena dei social network. Come uno di quei vecchi videogiochi che tutti abbiamo in uno scatolone polveroso a ricordarci i tempi dell'adolescenza. Poi, quando lo ritrovi un po' ti emozioni e parti subito a giocarci, di nuovo, dopo tanti anni. I blog, è di loro che stiamo parlando, sembravano un po' essersi eclissati, fagocitati dai social network, da quelli generalisti a quelli di settore che ne avevano in parte riassorbito modalità di interazione e competenze. Invece proprio i blog stanno prendendo sempre più piede, di nuovo, conoscendo una seconda giovinezza soprattutto tra gli esperti, gli specialisti dei diversi settori. Proprio così erano nati all'inizio: un canale che sostituiva il forum nel quale confrontarsi con altri esperti di settore. I social network hanno provato a "mangiarseli", ma i cultori di specifiche materie si sono resi conto che il linguaggio di un social network poco si adatta alla meticolosità, alla cura del dettaglio tipica di un appassionato. E allora, ecco di nuovo i blog! Ecco che due grandi come Samsung e Garmin approfittano immediatamente di questa nuova fase di vita dei blog con due interessantissimi progetti. Samsung, official sponsor delle prossime Olimpiadi di Londra, ha da poco lanciato la campagna "Become a Samsung Global Blogger": ragazzi di tutto il mondo sono invitati ad autocandidarsi caricando un video sulla pagina del concorso nel quale raccontare perché Samsung dovrebbe scegliere proprio loro per farsi raccontare il più grande avvenimento sportivo del 2012. Perché chi viene scelto dopo una dura e lunga selezione, volerà nella capitale inglese come "inviato" di Samsung nelle vesti di vero e proprio giornalista-blogger impegnato nel raccontare, si spera in maniera contenutisticamente e tecnologicamente originale, le Olimpiadi di Londra sul blog ufficiale di Samsung. Il sito dell'iniziativa www.samsungglobalblogger.com è, tra le altre cose, anche una vera e propria guida su come creare un video coinvolgente ed interessante che possa far "drizzare le antenne" alla giuria di esperti che selezionerà i fortunati. Garmin, invece, ha deciso di puntare un po' più sul classico per il lancio del nuovo corporate blog italiano. www.garminblog.it si consulta come un diario nel quale esperti interni all'azienda e blogger di settore racconteranno le attività di Garmin. Contenuti abbastanza classici ma allo stesso tempo immortali per un blog, dalle aree di attività, alla enfatizzazione dei post più popolari, con una veste grafica decisamente al passo con i tempi. Senza dimenticare il collegamento agli amati/odiati social network, perché i blog hanno imparato la lezione: l'avversario non va mai sottovalutato! 2012-04-24T17:01:19.1470000+02:00 http://www.kapusons.com/ViewDocument.aspx?lang=en&catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5&docid=1b1796fdb48b4189aaf77363728943b3 Tue, 24 Apr 2012 15:01:19 GMT 33586cb4bff34e8785c1fed8b1e94134 Social media: ultime analisi È stato da poco pubblicato un interessante studio dell’OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) in collaborazione con l’agenzia Dgital PR, in cui è stata analizzata la strategia di comunicazione sui social media da parte delle principali aziende che operano nel settore “retail” in Italia. Dall’analisi emerge che i più bravi sono sicuramente gli svedesi di IKEA che utilizzano nel migliore dei modi i canali Facebook, Twitter e YouTube, creando e veicolando contenuti adatti ai linguaggi di ogni singolo social network. Delle 20 aziende sottoposte a verifica, ben 14 risultano avere un profilo attivo sui social media, di queste 13 hanno un profilo Facebook e 11 un account Twitter e YouTube. Solo 4 aziende, invece, hanno un blog aziendale ritenuto maggiormente utile per diffondere contenuti in maniera più approfondita ad un pubblico decisamente interessato, a scapito della viralità dell’informazione. L’attenzione riservata ai big 3 (Facebook, Twitter e YouTube) emerge in maniera ancora più palese dall’analisi effettuata da Booz&Co. e Buddy Media, nella quale le aziende sono state interrogate sull’utilizzo dei social network. Leggendo i dati dello studio, infatti, è immediatamente chiaro come il management delle aziende abbia sviluppato una certa sensibilità verso i social media ed in particolare verso Facebook, Twitter e YouTube, visti come vere e proprie leve di marketing alle quali assegnare un budget ed un team di lavoro dedicati. Proprio in termini di risorse umane, la ricerca evidenzia che le aziende hanno ormai preso consapevolezza della necessità di affidarsi ad esperti in questo settore, dopo averlo sperimentato parzialmente ed esserne uscite, in più di un’occasione, con le ossa rotte. Secondo Booz&co. e Buddy Media sono 3 le competenze importanti per sviluppare una strategia sui social media: il community management, il content development e il real time analytics. 2012-04-19T16:02:53.0600000+02:00 http://www.kapusons.com/ViewDocument.aspx?lang=en&catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5&docid=33586cb4bff34e8785c1fed8b1e94134 Thu, 19 Apr 2012 14:02:53 GMT a1394752f78b493f830a24dc7769ecb3 Pinterest, enfant prodige Ne parlano tutti. E' il nuovo fenomeno tra i social network. Promette di ritagliarsi uno spazio nel confronto con i mostri sacri. Pinterest è senza dubbio l'enfant prodige tra i social network e le premesse lasciano pensare che la sua scalata sia solo all'inizio. Il nome nasce dalla fusione di "pin", la puntina utilizzata per fermare i fogli sulla bacheca, e "interest". Ennesima creatura, nemmeno a dirlo, dell'enorme "fabbrica" di start-up di Palo Alto, nato non più di quattro anni fa, Pinterest consente di accomunare gli utenti per interessi sulla base di foto che gli user "pinnano" sulle rispettive bacheche. E proprio questo il valore aggiunto di Pinterest rispetto a Facebook e Twitter: un social network che si fonda sugli interessi degli utenti. Facile intuire che, oltre ad essere uno strumento con una capacità virale di diffusione eccezionale, Pinterest costituisce un database pressocchè infinito per le aziende rispetto ai gusti e ai comportamenti dei consumatori. E se si pensa che proprio in questi giorni il Governo inglese sta pensando di varare un piano di sicurezza per il controllo delle conversazioni on line in tempo reale, Pinterest pare proprio essere il grimaldello che svela agli altri quello che "mi piace" o "non mi piace" nella vita. Negli USA è già un'interessante strumento nelle mani delle aziende per campagne di awareness per il lancio di nuovi prodotti. Inutile dire che il "forza" insita nella qualità della foto è fondamentale: sfruttare le potenzialità della comunicazione attraverso immagini e video, tendenza della moderna "società visuale", rende evidente che, se la foto è "scarsa", una campagna può diventare facilmente un boomerang per l'azienda che la promuove. Nel 2011 Pinterest è stato premiato come migliore start up dell’anno, ad oggi conta circa 12 milioni di utenti al mondo che crescono al ritmo di 50 nuovi iscritti all’ora. Un recente articolo di Economy sottolinea che il social network "è cresciuto del 4 mila% nella seconda metà dell’anno scorso, raggiungendo i primi 10 milioni di visitatori più velocemente di quanto seppero fare a loro tempo Facebook e Twitter". E i due mostri sacri potrebbero iniziare davvero a tremare considerando che Pinterest, come sostiene una ricerca Experian, è diventato velocemente il terzo social network negli Stati Uniti dietro a Facebook e Twitter, tanto da aumentare il traffico del 50% tra gennaio e febbraio di quest'anno. Limiti di Pinterest? Innanzitutto in Italia al momento è possibile iscriversi al social network solo tramite invito. Poi sembra che gli user siano soprattutto donne e che il social network venga quasi esclusivamente utilizzato per "pinnare" (dovremo abituarci anche a questo dopo "postare" e "twittware") interessi soprattutto femminili come cucina, moda, bellezza. Insomma, se sei un'azienda che fa altro, per il momento forse è meglio studiare bene gli obiettivi di campagna prima di tuffarsi in Pinterest, guardando con un occhio di riguardo all'evoluzione del "bambino prodigio". C'è chi pensa che verrà presto inglobato da Facebook e chi ne auspica nuove implementazioni che lo rendano sempre più unico, ma tutti concordano sul fatto che questo 2012 sarà l'anno di Pinterest. 2012-04-06T16:29:41.1030000+02:00 http://www.kapusons.com/ViewDocument.aspx?lang=en&catid=9667c97f990943e7a3d8fb3d673c7fc5&docid=a1394752f78b493f830a24dc7769ecb3 Fri, 06 Apr 2012 14:29:41 GMT