“Communication and Journalism in the Digital Era” il titolo del convegno e della tavola rotonda che ha visto partecipare personalità del mondo della comunicazione e dell’editoria italiana oltre a prestigiosi ospiti internazionali. Al centro del dibattito il futuro del giornalismo in un contesto completamente rivoluzionato rispetto al modello classico con il quale questa professione è nata e si è affermata nel diciannovesimo e ventesimo secolo.
Dopo l’introduzione di Giuseppe Cassano, Presidente Eisenhower Fellow Italy, e le considerazioni iniziali dell’organizzatrice dell’incontro Isabella Splendore, Eisenhower Fellow Italy, la discussione è partita dall’interessante relazione di
John Della Volpe, Director of Polling dell Harvard Institute of Politics ed Eisenhower Fellow. L’intervento di Della Volpe è partito dall’influenza sui cambiamenti sociali da parte dei cosiddetti
“millennials”, persone nate tra il 1980 e 2000 che hanno già cambiato il loro modo di fruire le informazioni e, attraverso i loro comportamenti, tendono a mutare anche quello degli altri. È proprio questo l’approccio innovativo al tema che Della Volpe propone: il modo di fruire dell’informazione di questa generazione non è solo indicativo della loro predisposizione alla tecnologia, ma intreccia sociologia, psicologia e new media per la creazione di un
nuovo contesto di riferimento culturale. Non si tratta più solo di utilizzo di social network, sottolinea Della Volpe, ma di come il loro uso massiccio da parte di questa generazione crei un nuovo modo di far circolare l’informazione, tanto da produrre cambiamenti sociali considerevoli, come testimoniato, ad esempio, dalla “Primavera araba”. Questo approccio si traduce in un ampliamento del pubblico che fruisce delle informazioni ed offre prospettive importanti anche per l’
utilizzo dei nuovi media da parte delle aziende. Le organizzazioni, infatti, tendono sempre di più a creare dei propri media totalmente personalizzati che utilizzano per identificare gli influencer di settore, migliorare la relazione con i fan e chiedere loro di supportare il brand.
La successiva tavola rotonda ha visto la partecipazione di importanti firme del giornalismo italiano. Luca Sofri, Direttore de ilpost.it ha coordinato la discussione che ha visto Paolo Emilio Mazzoletti, Membro del Comitato di Gestione del Centro Studi Americani, richiamare l’attenzione sull’importanza della protezione dei dati personali sul web. Angela Mills Wade, Direttore Generale del European Publishing Council, è stata spesso chiamata in causa sulla difesa del diritto d’autore nel contesto fluido dell’informazione su internet. Mario Tedeschini Lalli, Responsabile Internazionale dell’Online News Association, ha riportato la propria esperienza di ritorno dal convegno annuale dell’associazione ad Atlanta.
Massimo Russo, Direttore di Wired Italia, ha offerto una panoramica sulle prospettive del giornalismo nel contesto informativo odierno in cui non sono più solo gli addetti ai lavori a creare contenuti. Russo ha sottolineato, in particolare, che i media tradizionali si ostinano a voler declinare in chiave moderna vecchi paradigmi del giornalismo, mentre non hanno ancora capito che quello in cui ci troviamo è un universo del tutto nuovo di fruizione delle informazioni, come ampiamente dimostrato dalle scelte dei “millennials”.
Sarebbe più utile e produttivo ripensare dal principio al concetto di “giornalismo”, piuttosto che provare a declinare vecchi schemi su nuovi strumenti.
Gli interventi conclusivi dal pubblico, dibattuti con gli oratori, hanno sottolineato proprio la differenza di approccio tra vecchi e nuovi paradigmi del giornalismo, evidenziando l’importanza della qualità e dell’attendibilità della fonte delle notizie, anche a fini educativi nei confronti delle nuove generazioni. Senza dimenticare che qualsiasi valutazione su questo tema deve tenere in grande considerazione l’età media della popolazione italiana, molto più alta rispetto a quella degli Stati Uniti e che incide fortemente sulla fruizione dei consumi nel nostro Paese.
Le prospettive del giornalismo nell’era digitale non appaiono affatto chiare, ma è sicuramente vero che le modalità di creazione e fruizione dell’informazione da parte delle nuove generazioni influiscono ed influiranno sempre di più nella produzione dell’informazione stessa. La tendenza sembra indicare l’abbandono della figura classica del giornalista a favore di un fruitore e creatore evoluto di informazione.
Ferdinando Marino